Medicina Estetica Frascani
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Biostimolazione vulvo-vaginale

La biostimolazione

La biostimolazione è una metodica medica ideata negli anni ‘50 dal medico francese Michel Pistor ed importata in Italia negli anni ‘70 dal dottor Carlo Alberto Bartoletti e Sergio Maggiori, fondatori, nel 1975, della Società Italiana di Mesoterapia.

Da questo momento in poi la Società Italiana di Mesoterapia comincia a diffondere con rigore scientifico questo trattamento medico, prima da solo e poi accanto ad altre società scientifiche quali la S.I.M.E. e l'A.I.M.E. La biostimolazione è una forma di mesoterapia, ossia un trattamento nel quale i principi attivi vengono iniettati per via intradermica locoregionale.

Questo trattamento è dunque considerato una intradermoterapia distrettuale nella quale le molecole di acido ialuronico contenute nei piccoli depositi intradermici vanno, per diffusione, ad interessare direttamente e rapidamente le cellule coinvolte nella rigenerazione tissutale.

Indicazioni

Il trattamento di biostimolazione con acido ialuronico ha numerosi campi di applicazione e diverse indicazioni: in medicina estetica è utilizzato per prevenire e curare l’invecchiamento cutaneo, per migliorare il trofismo dei tessuti, per ridare idratazione al volto e alle zone corporee più soggette e danneggiate dal fotoaging; in tricologia è utilizzato nel trattamento delle alopecie e per il miglioramento della qualità del capello.

Lo scopo principale di questo trattamento è, infatti, quello di stimolare la sintesi di collagene, ridurre la deplezione di acido ialuronico già presente nei tessuti e stimolare la proliferazione e l’attività dei fibroblasti.

L’acido ialuronico in ginecologia estetica e funzionale

Recentemente l’acido ialuronico ha fatto il suo ingresso anche in campo ginecologico a fini estetici e funzionali.

L’applicazione di acido ialuronico libero a livello vulvare, vestibolare e del terzo inferiore della vagina è in grado di migliorare moltissimo i sintomi della GSM (Sindrome Genitourinaria della Menopausa). E’ dunque un trattamento indicato nei casi di secchezza vaginale e dispareunia per ridare idratazione ai tessuti e ridurre lo stato di atrofia vulvovaginale sia iatrogena (causata da chemioterapie, radioterapie), sia dovuta a fisiologici processi di invecchiamento (menopausa).

La biostimolazione con acido ialuronico libero può essere anche un valido ausilio nel trattamento di patologie come il lichen scleroatrofico vulvare. I prodotti che si possono iniettare a livello genitale hanno un’autorizzazione specifica per il trattamento di questa area perché, per essere utilizzati in questa sede, devono avere caratteristiche peculiari di elasticità e uno specifico potere antiossidante. Per eseguire un buon trattamento di biostimolazione vulvovaginale è consigliabile applicare 30-45 minuti prima del trattamento una crema anestetica.

E’ possibile effettuare delle biostimolazioni anche con prodotti contenenti acido ialuronico complessato con varie sostanze: polinucleotidi, glutatione e n-acetilcisteina, glicogeno, vitamine, sali minerali e amminoacidi che migliorano gli effetti benefici del trattamento.

Effetti collaterali

L’infiltrazione di acido ialuronico libero a livello vulvo-vagianle può comportare effetti collaterali lievi e transitori. E’ possibile che si verifichi subito dopo il trattamento un edema locale (gonfiore) o delle piccole ecchimosi (lividi) in prossimità delle sedi di inoculo. E’ possibile avvertire un leggero fastidio o dolore a livello dell’area trattata.

Tutti questi effetti collaterali sono da considerarsi normali dopo questo trattamento.Raramente si possono osservare reazioni allergiche.

Controindicazioni

Il trattamento di biostimolazione vulvovaginale è controindicato in diverse tipologie di pazienti. Pazienti che presentano cute lesa e/o dermatiti e/o vulvovaginiti dovranno prima risolvere tali problematiche e, solo in un secondo momento, potranno effettuare il trattamento. Lo stesso accade per pazienti con herpes simplex o zoster in fase attiva.

Il trattamento è, invece, da evitare durante la gravidanza e l’allattamento e in quelle pazienti che hanno la tendenza a sviluppare cicatrici ipertrofiche o cheloidi.

Per quanto riguarda le pazienti che stanno effettuando terapie farmacologiche in grado di rallentare o ritardare i processi riparativi cutanei, è necessario chiedere loro di sospendere temporaneamente queste terapie (se possibile) oppure attendere la fine di queste cure prima di iniziare la biostimolazione. Lo stesso vale per le pazienti in trattamento anticoagulante.

E’ controindicato trattare pazienti affette da malattie autoimmunitarie sistemiche (ad esempio: collagenopatie), e pazienti che hanno in anamnesi diatesi allergiche nei confronti di principi attivi presenti nel prodotto che si è scelto di utilizzare e/o con ipersensibilità specifiche.

Infine è controindicato trattare pazienti con patologie oncologiche durante i cicli di chemio e radioterapia. Bisognerà attendere 6 mesi dal termine di questi trattamenti prima di effettuare una biostimolazione.

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